Istituto Mnemosyne

ISTITUTO PER LA SALVAGUARDIA DEL PATRIMONIO STORICO
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Statuto
Art. 1.
È costituita l’Associazione di volontariato, formata da operatori culturali, denominata “MNEMOSYNE: ISTITUTO PER LA SALVAGUARDIA DEL PATRIMONIO STORICO, di seguito: Istituto.
L’Istituto è struttura culturale apolitica, apartitica, senza scopo di lucro ed intende ope-rare nel pieno rispetto delle pari opportunità tra uomini e donne.
L’Istituto fissa la propria sede in Brescia: Via Oberdan, 10.
L’Istituto ha durata illimitata; è disciplinato dal presente Statuto e (anche per gli effetti degli articoli 36 e seguenti del Codice Civile) agisce ai sensi della disciplina specialistica di settore e dei principi generali dell’ordinamento giuridico.
L’Istituto potrà istituire sedi secondarie in Italia o all’estero. L’organizzazione ed il fun-zionamento delle sedi secondarie, di seguito semplicemente Sezioni, sarà disciplinato da apposito Regolamento.
 
Art. 2.
L’Istituto è struttura di orientamento e di incentivazione dei processi di studio e di ricerca circa i problemi e le strategie più efficaci a rendere fattiva la tutela dei materiali di storia e d’arte, anche per promuoverne la valorizzazione culturale e assicurarne le condizioni ambientali e culturali necessarie a limitare i fattori che ne provocano il degrado.
L’Istituto opera in costante raccordo con gli specifici Istituti Centrali dello Stato, con le Soprintendenze competenti, con gli Organismi specialistici delle Università e del CNR, oltre che con le Istituzioni responsabili della politica della salvaguardia e della valorizzazione culturale del patrimonio storico del Museo Italia, in tutte le sue articolazioni territoriali.
L’Istituto è costituito per contribuire a sviluppare tutte le strategie più funzionali a:
a)    incrementare – partendo dalle indicazioni formulate dall’Istituto Centrale del Restauro fin dagli anni della di-rezione di Giovanni Urbani (1973-1983) – lo studio dei fattori di degrado e dei procedimenti più adeguati alla loro limitazione per prevenire i danni che tali fattori potrebbero arrecare ai materiali di storia e d’arte;
b)    definire e promuovere, per ogni ambiente aperto o confinato, le condizioni più congrue alla durabilità dei ma-teriali di storia e d’arte ivi allocati;
c)    incentivare i processi scientifici più congrui alla redazione dei più pertinenti progetti di salvaguardia del patrimonio storico negli ambienti di collocazione;
d)    sviluppare le conoscenze funzionali alla riattivazione, scientificamente esperita, delle pratiche dell’ordinaria manutenzione, così come praticata per secoli fino all’avvento dei materiali e delle tecniche esecutive impostesi grazie alla priorità assegnata alla riduzione dei tempi di esecuzione anche nei processi della produzione edilizia;
e)    evidenziare sempre più “l’intrinseca musealità” dei territori storici, anche al fine di manifestare i valori di cul-tura che la sostanziano grazie alla diffusa presenza di numerosissimi e variegati – e deperibili – segni storici della creatività umana;
f)    contribuire a maturare anche una sempre più pertinente e incisiva “cultura del turismo” per un rinnovato e in-novante “turismo di cultura”, che sappia rendere sempre più interattive le prospettive della più efficace “valo-rizzazione culturale” e della più pertinente protezione dai fattori di degrado del patrimonio storico del Museo Italia;
g)    rendere culturalmente efficace – proprio nella logica sistemica dell’intrinseca mu¬sealità dei territori storici – la conduzione imprenditiva di tutti i servizi di cultura (archivi, musei, biblioteche, mediateche, sale riunioni, teatri…) pubblici e privati che possano contribuire alla valorizzazione delle risorse di cultura dei paesaggi umaniz-zati;
h)    far cresce la coscienza che i territori storici sono “Musei vissuti” in permanente allestimento, nei quali i nuovi interventi possono essere tanto più significativi e funzionali quanto maggiore sia lo loro coerenza materiale con le antiche strutture alle quali sono accostati;
i)    maturare orientamenti e scelte di politica territoriale che richiamino la ricerca urbanistica (e la prassi della pianificazione) a porre coerentemente anche i problemi della continuità dei nuovi interventi territoriali con la struttura e la materialità di quanto, da secoli in ogni territorio, evidenzia l’intrinseca musealità dei paesaggi umanizzati;
j)    salvaguardare le valenze estetiche e materiali del patrimonio culturale che fa “storico” ogni territorio del Museo Italia.

Art.21.
Il Comitato Scientifico viene convocato almeno due volte l’anno ed è composto da studiosi, ricercatori e tecnici altamente qualificati.
Il Comitato Scientifico definisce e orienta le scelte culturali e le attività di promozione condotte dall’Istituto per la qualificazione dei processi di studio e di ricerca indicati dall’Art. 2.


 
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